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Operazione "DRAGON GHOST"

Forlì Cesena 19 dicembre 2017

Fonte: GdF
​Nelle scorse settimane, i finanzieri del Comando Provinciale di Forlì, a seguito di una mirata attività info-investigativa, hanno portato a termine un incisivo intervento operativo a tutela della salute e sicurezza del consumatore nell’ambito delle frodi in commercio.
Oltre un milione sono stati gli articoli sequestrati non conformi o con false etichettature, attestanti marcatura CE contraffatta, comunemente noto come “China Export”. Un ingente quantitativo della merce sequestrata (giocattoli, materiale elettrico e accessori vari) è risultato censito come pericoloso dal sistema di allarme europeo denominato “RAPEX” nel quale confluiscono tutti i prodotti ritenuti pericolosi a seguito di verifiche ed analisi tecniche.
La certificazione di conformità infatti, individuata dalla sigla CE, attesta la sicurezza e la qualità dei prodotti ed è prevista per particolari categorie di merce dalla normativa comunitaria in funzione della pericolosità e dell’utilizzo della stessa.
La contraffazione del suddetto marchio, pertanto, comporta un rischio per la salute e la sicurezza del consumatore, in quanto si trova a comprare ed utilizzare prodotti non testati o di scarsa qualità, non conformi alla normativa nazionale e dell’Unione Europea: i prodotti potrebbero essere potenzialmente pericolosi o composti da materiale tossico che, se ingerito o maneggiato potrebbe compromettere di conseguenza la sicurezza del consumatore finale che, trattandosi in larga parte di giocatoli, è costituito nella maggior parte dei casi da bambini.
L’operazione, denominata Dragon Ghost, è iniziata a seguito di un normale controllo di routine dei militari e si è conclusa con la denuncia penale di sei soggetti per i reati di contraffazione marchi, vendita di prodotti con segni mendaci e ricettazione.
Ulteriori sette soggetti sono stati segnalati alle competenti Camere di Commercio, per violazione della normativa nazionale del Codice di consumo, poiché colti nell’atto di vendere prodotti privi delle avvertenze, dell’origine e paese di produzione/importazione o con etichetta completamente in lingua straniera, nella maggioranza delle volte cinese Nei loro confronti pertanto sono state irrogate sanzioni amministrative fino a circa quattrocentomila euro.
I prodotti sequestrati, importati direttamente dalla Cina, per buona parte venivano rivenduti in Italia da società spagnole e tedesche, sfruttando la libera circolazione delle merci per eludere i controlli doganali nazionali, ed erano sprovviste della prevista documentazione tecnica, con evidenti rischi per la sicurezza degli ignari consumatori.
L’intervento eseguito dai finanzieri, oltre alla dismissione dal commercio di prodotti falsi ovvero potenzialmente insicuri e pericolosi, assume particolare rilievo anche in termini di tutela della libera concorrenza del mercato, atteso che la mancanza di qualsivoglia controllo sulla genuinità e sicurezza dei prodotti comporta la possibilità di applicare prezzi decisamente vantaggiosi che, inevitabilmente, si ripercuotono a danno degli onesti imprenditori che offrono prodotti conformi alle normative, ai prezzi correnti di mercato.

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