I militari della Guardia di finanza di Genova hanno scoperto e smantellato una “fabbrica del falso", nello specifico si tratta di un laboratorio clandestino allestito all'interno di uno stabile del centro storico genovese, utilizzato per la produzione, su larga scala, di capi di abbigliamento contraffatti.
L'indagine, iniziata dal monitoraggio dei social network, ha consentito di ricostruire l'intera filiera della contraffazione. I Finanzieri hanno individuato un profilo su un noto social, riconducibile a un cittadino senegalese ventunenne, che utilizzava la pagina web come una vera e propria vetrina commerciale online, dotata di un catalogo prodotti, un prezziario e brevi video (reels) promozionali attraverso i quali veniva ripreso il momento della consegna della merce spesso a giovani, talvolta minorenni, dell'area genovese e del pagamento, rigorosamente in contanti, siglati con lo slogan “spaccato". Parte della merce veniva consegnata a mano direttamente dall'indagato nel territorio di Genova e provincia, mentre per i clienti più distanti, fuori Regione, veniva spedita tramite servizi postali.
Il monitoraggio delle vendite online e i successivi approfondimenti hanno consentito ai militari, da un lato, di risalire al luogo di stoccaggio della merce individuato in un locale di un immobile del pieno centro storico, dall'altro, di ricostruire la filiera clandestina della contraffazione, fino ad arrivare al luogo di produzione dei capi, un laboratorio tessile clandestino sito in vico delle Monachette, cuore del centro storico di Genova.
Nello specifico, l'immobile attenzionato si compone di 13 appartamenti, di cui 3 risultati privi di contratto di locazione in corso di validità sebbene occupati, mentre i restanti 10 affittati a soggetti extracomunitari, alcuni dei quali irregolari sul territorio nazionale e/o gravati da precedenti di polizia in materia di contraffazione, immigrazione clandestina, ricettazione, stupefacenti, resistenza e oltraggio a un pubblico ufficiale, truffa e insolvenza fraudolenta.
L'operazione, che ha visto l'impiego di 54 militari della Guardia di finanza, con il coinvolgimento delle unità cinofile e il supporto di 26 unità tra personale in forza alla Polizia di Stato, all'Arma dei Carabinieri, alla Polizia Locale e ai Vigili del Fuoco a rafforzamento della cornice di sicurezza, ha consentito di sequestrare oltre 300 mila articoli (orologi, etichette, borse, cinture, portafogl, pelletteria varia, maglioni, giacche a vento, t-shirt, felpe e pantaloni), nonché attrezzature utilizzate per la produzione quali matrici digitali per la stampa, matrici fisiche (presse e ricamatrici e macchine da cucire).
All'esito dell'attività, sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria 10 soggertti per i reati connessi alla contraffazione, per i quali resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Tra questi anche 2 cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale, nei cui confronti è stata avanzata richiesta di nulla osta all'espulsione.
Inoltre, sono state elevate 15 sanzioni amministrative per violazioni all'articolo 7 del Testo Unico sull'Immigrazione, che stabilisce l'obbligo di comunicazione entro 48 ore da parte di chi a qualsiasi titolo fornisce ospitalità cittadini stranieri (extracomunitari), per un ammontare pari a 45.000 euro.