Sequestrate 450 tonnellate di tessuti

Prato 5 febbraio 2014

Fonte: GdF
​Sono circa 450 le tonnellate di tessuto, pari a 16 container a pieno carico, sequestrate ieri dai militari della Compagnia di Prato nel corso di un’operazione di servizio a contrasto della criminalità economica. L’intervento, che ha tratto spunto da un’attività di controllo del territorio integrata con elementi informativi desunti dalle banche dati in uso al Corpo, si è sviluppato nei confronti di un’azienda di commercializzazione prodotti tessili, gestita da cittadini di origine cinese e situata nel “Macrolotto 2” pratese.
Durante l’ispezione emergeva subito evidente come i tessuti depositati all’interno della struttura industriale, aventi un valore complessivo di circa 3 milioni di Euro e destinati al successivo confezionamento di capi d’abbigliamento, non fossero accompagnati da alcuna certificazione o etichettatura in grado di attestarne origine e composizione , in violazione perciò della normativa contenuta nel Reg. (CE) nr.1007/2011 che indica nella “composizione merceologica ben visibile” il requisito necessario per immettere i prodotti nella libera pratica in ambito UE. Ciò al duplice fine, da una parte di garantire il consumatore finale che , per motivi sanitari, deve essere certo della qualità del tessuto da indossare , dall’altra di reprimere fenomeni di concorrenza sleale tra aziende , generati da una riduzione di costi industriali a favore del produttore scorretto il quale può così vendere generi a basso prezzo perché non penalizzati dalle spese relative al controllo di qualità .
L’infrazione di questa norma comporterà l’irrogazione di una sanzione pecuniaria da parte della Camera di Commercio e l’eventuale confisca delle merci. Durante l’accesso, all’interno della struttura , oltre al cinese titolare della ditta, erano presenti altri 2 cinesi ed 1 italiano, quest’ultimo con mansioni di magazziniere, tutti completamente al “al nero”. L’azienda sarà sottoposta a successiva ispezione fiscale che sarà finalizzata soprattutto ad interrompere la filiera di ingresso dei tessuti illegali che, certamente prodotti in Cina, facevano ingresso nel territorio italiano provenienti dalla Spagna.