Sequestrati 13.290 congegni elettronici ed utensili domestici

trieste 14 novembre 2014

Fonte: GdF
​Prosegue senza soluzione di continuità l’attività a tutela dei consumatori e della sicurezza dei prodotti, sviluppata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste e dall’Ufficio delle Dogane di Trieste. I militari del Gruppo ed i funzionari dello S.V.A.D., nell’alveo del dispositivo di vigilanza doganale finalizzato alla repressione del contrabbando e di ogni altra forma di illecito, hanno sottoposto a controllo, attraverso l’analisi dei profili di rischio dei flussi merceologici in arrivo nell’area portuale, un container proveniente dalla Cina e diretto in Italia.
All’esito di specifici controlli, sono stati rinvenuti nr. 667 cartoni che trasportavano complessivamente 8004 borse di acqua riscaldate elettricamente( le c.d. hot water bags). Sussistendo concreti dubbi in ordine alla conformità della dicitura CE marcata sui prodotti destinati all’immissione in consumo nel territorio nazionale, si è provveduto - al fine di accertarne la rispondenza agli standard di sicurezza - a contattare l’Istituto Italiano del Marchio di Qualità (I.M.Q.) di Milano. I debiti accertamenti tecnico-peritali rilevavano che la merce rinvenuta non rispondesse ai “requisiti essenziali di sicurezza” stabiliti dalla Direttiva 2006/95/CE del 12 dicembre 2006. Pertanto - considerata la messa in circolazione di prodotti recanti diciture comunitarie ingannevoli, atte ad indurre in inganno il consumatore circa la propria regolarità - si è proceduto al sequestro dell’ intera partita di merce.
Il rappresentante legale della Società a responsabilità limitata con sede a Boara Pisani (PD), operante nel settore del commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellane - destinatario dell’ingente quantitativo di merce sequestrata - veniva denunciato per violazione dell’art. 517 c.p. (“Vendita di prodotti con segni mendaci”) e dell’art. 6 del Decreto Legislativo 206/2005 (c.d. Codice del Consumo) in quanto la merce sottoposta ad accurato controllo risultava essere sprovvista delle “informazioni minime” ( istruzioni e precauzioni ai fini della sicurezza e della fruizione, richiesti per la commercializzazione sul territorio nazionale. Per meglio definire la posizione del rappresentante legale della suindicata società, veniva effettuata, previa autorizzazione della Autorità Giudiziaria, una perquisizione locale presso il capannone industriale di proprietà della Società a Responsabilità limitata, rinvenendo e sottoponendo a sequestro - anch’essi in violazione dell’art. 517 c.p. (“Vendita di prodotti con segni mendaci”) e dell’art. 6 del Decreto Legislativo 206/2005 (c.d. “Codice del Consumo”) - ulteriori nr. 5.286 congegni elettrici così suddivisi:
 - nr. 1816 borse elettriche dell'acqua calda;
 - nr. 2860 bilance pesapersone;
 - nr. 520 accendigas.
La merce sequestrata, qualora fosse stata posta in vendita, avrebbe comportato un illecito profitto di oltre 60.000 €.