Sequestrati 165 mila profilattici pericolosi

La Spezia 16 luglio 2015

Fonte: GdF

​L’attività di selezione e di controllo delle merci destinate all’importazione svolta dagli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza in collaborazione con i funzionari dell’Ufficio delle Dogane e dei Monopoli che operano quotidianamente all’interno del porto commerciale della Spezia, ha permesso l’importante scoperta di un rilevante traffico illecito di profilattici, più noti in tutto il mondo con il nome di condom.

I profilattici, seppur notoriamente usati come contraccettivi, sono soprattutto dispositivi medici atti ad evitare il contagio di alcune malattie a trasmissione sessuale e, per tale ragione, vengono preliminarmente sottoposti a numerosi ed accurati test per essere poi certificati da un organo abilitato a comprovarne l’idoneità alla commercializzazione che rilascia apposita attestazione.

L’operazione ha avuto input dall’analisi delle merci che transitano attraverso il locale scalo commerciale, a seguito della quale i finanzieri del Gruppo La Spezia ed i funzionari doganali hanno individuato all’interno di un container proveniente dalla Cina e destinato ad un’azienda della provincia di Bergamo, tra prodotti di vario genere, alcuni cartoni contenenti 50.000 profilattici regolarmente dichiarati, sui quali era riportato il codice identificativo di un noto organo certificatore volto ad attestarne la regolarità e la conformità alle leggi comunitarie.

Alla richiesta dei militari, sono stati esibiti dei certificati che, da successive e complesse indagini svolte anche con l’ausilio degli enti certificatori della Comunità Europea e della Cina, sono risultati essere uno falso ed altri tre manipolati, e che fasulle erano anche le varie attestazioni “CE” riportate su ogni singolo profilattico.

È stato pertanto operato il sequestro dei dispositivi medici, con la contestuale denuncia dei responsabili della società importatrice, a seguito della quale la Procura della Spezia ha delegato i militari ad eseguire ulteriori ed accurate indagini, considerando che in passato la stessa società aveva già effettuato altre importazioni di condom per ingenti quantitativi.

Sono così stati sottoposti a sequestro ulteriori 115.000 profilattici riferibili ad un lotto del 2011, anch’essi privi di certificazione, ed accertato, mediante l’analisi degli hard disk dei computer societari, che a falsificare uno dei certificati era stata una dipendente, la quale è stata deferita all’Autorità Giudiziaria.

Dopo il preliminare sostegno tecnico del Servizio Farmaceutico dell’A.S.L. della Spezia, importante e decisivo è stato l’intervento dell’Istituto Superiore della Sanità - Dipartimento Tecnologie e Salute di Roma che, avuta la delega del magistrato, ha fornito pieno supporto ai militari ed ai funzionari, analizzando e testando i dispositivi medici e riscontrando la non conformità dei due lotti ai requisiti relativi al confezionamento ed all’etichettatura, ma soprattutto la loro non conformità, dovuta alla presenza di fori, non visibili nei profilattici, oltre il minimo consentito.

Basti pensare che per uno dei due lotti è stata riscontrata una percentuale di campioni forati pari al 35%, ben oltre il minimo consentito dalla legge che è quantificabile nello 0,8%.