Nel settembre scorso aveva fatto scalpore l’operazione della task-force anticontraffazione del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia, che aveva portato all’individuazione di due opifici abusivi gestiti da cittadini italiani, ubicati nella Riviera del Brenta, dopo un semplice sequestro effettuato nei confronti di un commerciante abusivo.
Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, erano state sequestrate calzature di pregevole fattura, riportanti marchi contraffatti di note griffes della moda, nonchè i macchinari utilizzati per la produzione.
Il ciclo economico di produzione di merci contraffatte, tuttavia, è governato dalle medesime regole del mercato lecito, per cui chi produce e confeziona beni falsi ha necessità di rifornirsi di stampi, accessori e materie prime. Per questo le Fiamme Gialle di Venezia, sviluppando ulteriormente l’attività di polizia giudiziaria, hanno ricostruito la filiera di produzione della calzature contraffatte, fino ad individuare altri due soggetti implicati nell’illecita attività, ubicati nei Comuni tra la provincia di Venezia e di Padova.
In entrambi i casi, le operazioni di perquisizione, eseguite su delega della Procura della Repubblica di Venezia, hanno consentito di rinvenire e sequestrare notevoli quantità di materiale necessario al confezionamento delle calzature, costituito da accessori, stampi e fustelle utili alla produzione. Si tratta, in particolare, di oltre 12.500 pezzi di morsetteria, 2 stampi per la produzione in pressofusione della morsetteria, 49 fustelle in metallo di varie misure, oltre 60 mt di nastro vario per il confezionamento delle calzature, pezzi di tessuto contraffatto, tutti riconducili alle note griffes Gucci, Louis Vuitton, Dior, Chanel e Fendi.
I risultati ottenuti confermano l’esistenza, anche nel territorio del veneziano, di laboratori specializzati in tali illecite attività, spesso installati all’interno di comuni abitazioni con l’intento di sfuggire ai sempre più frequenti ed incisivi controlli. Per questo motivo le Fiamme Gialle veneziane, a fianco delle altre Istituzioni e delle associazioni di categoria, proseguiranno nell’azione preventiva e repressiva a tutela degli imprenditori che operano nella legalità, nonché dei consumatori finali, spesso tratti in inganno dalle sempre più sofisticate tecniche produttive.