Sequestrati funghi porcini cinesi

La Spezia 28 novembre 2014

Fonte: GdF

​Il porto mercantile della Spezia continua a rappresentare uno dei fulcri strategici per i numerosi traffici illegali. L’ultimo sequestro, effettuato congiuntamente dagli uomini della Guardia di Finanza e dai funzionari doganali, ha riguardato prodotti alimentari, più precisamente funghi essiccati, di origine cinese ma spacciati come originari dell’Italia.

I funghi porcini, del tipo “boletus edulis”, sono stati rinvenuti all’interno di un container spedito da una nota azienda francese specializzata in prodotti del sottobosco ed erano destinati ad essere immessi sul mercato canadese dove, essendo presente un nutrito numero di emigrati italiani, è ingente la richiesta di prodotti agro-alimentari del Bel Paese e dove, peraltro, è cresciuto in modo esponenziale il commercio di generi alimentari che, seppur prodotti in paesi terzi, fanno esplicito richiamo alla loro italianità inducendo in inganno il consumatore finale. 

Su ogni confezione era indicata in maniera evidente l’origine italiana del prodotto mediante l’applicazione di un’etichetta cartacea raffigurante la bandiera tricolore italiana con la scritta in sovrimpressione “PRODOTTO ORIGINARIO DALL’ITALIA” ed altre diciture riportate in lingua italiana.Identica etichettatura era presente all’esterno dei colli di cartone al cui interno

erano riposte le singole confezioni.Il personale, che opera le ispezioni in ambito portuale, ha ritenuto di dover approfondire le poche informazioni che erano fornite con la documentazione che scortava la merce.

Avvalendosi delle disposizioni normative comunitarie in materia di etichettatura e di tracciabilità dei prodotti (regolamento CE n. 178/2002), volta a garantire la sicurezza dei consumatori, veniva richiesta la documentazione commerciale atta a comprovare la veridicità di quanto riportato sull’etichetta ed il reale luogo di raccolta dei funghi porcini. L’attività

posta in essere confermava i dubbi investigativi, consentendo di accertarel’origine cinese e la falsità dell’etichettatura apposta alle singole confezioni ed ai colli con le quali erano state spedite.

Come è noto il patrimonio agro-alimentare italiano non ha eguali al mondo sia per qualità che per varietà ed i nostri prodotti sono famosi ed apprezzati dai consumatori di molti Paesi. Tale popolarità non si concretizza sempre con il successo economico per le aziende italiane all’estero che si vedono sottrarre mercato da imprese estere “scorrette” che offrono i loro prodotti, in genere di scarsa qualità e basso costo, mediante l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per commercializzare prodotti assolutamente non riconducibili al nostro Paese.

Tale fenomeno, è conosciuto come “Italian Sounding” ed è causa ogni anno di pesanti danni alle aziende italiane. Si tratta della la forma più eclatante di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agro alimentare.

Il sequestro operato nel locale scalo mercantile è di grande importanza in quanto conferma, alla pubblica opinione, l’elevato interesse e l’impegno profuso dagli organi di controllo alla tutela dei prodotti “Made in Italy” anche quando sono destinati a mercati esteri.