Moda

Moda

Il comparto della moda è storicamente il settore più colpito dal fenomeno della contraffazione, soprattutto con riferimento alla sfera dei beni di lusso o, comunque, dei beni che occupano particolari ed importanti nicchie di mercato.
Nell’ultimo decennio, come illustrato nel grafico sottostante, la sola Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 310 milioni di prodotti appartenenti a questa categoria merceologica:

grafico moda.jpg.png
FONTE GDF
 
Il commercio dei prodotti contraffatti comporta molteplici problematiche che spaziano dall’evasione fiscale allo sfruttamento di manodopera clandestina, al finanziamento della criminalità organizzata.
Ma non solo: l’incauto acquirente, rischia di mettere seriamente a repentaglio la propria salute!
A seguito dei sequestri vengono sempre effettuati approfondimenti anche di natura tecnica e scientifica.
Da tali studi è emerso che gran parte dell’abbigliamento e degli accessori contraffatti contengono in quantità superiori ai limiti imposti dalle Direttive Comunitarie:
  • FORMALDEIDE, una sostanza usata come battericida e volta a prevenire il restringimento dei capi, è riconosciuta dall’AIRC sin dal 2004 come sostanza certamente cancerogena per la specie umana;
  • ALCHILFENOLI, ovvero composti chimici particolarmente utilizzati dall’industria tessile nei processi di lavaggio e tintura, che in elevate quantità comportano un danneggiamento del sistema ormonale dello sviluppo sessuale e del sistema riproduttivo;
  

  • FTALATI, comunemente usati per rendere più flessibile il PVC, ma resi indispensabili nelle industrie tessili per la lavorazione della pelle artificiale, e della gomma, sono presenti in molteplici prodotti anche e soprattutto nell’abbigliamento per bambini. Alcuni studi hanno dimostrato la loro pericolosità per l’apparato riproduttivo;
  • RITARDANTI di fiamma bromurati e clorurati, che eliminano il rischio di infiammabilità dei prodotti tessili, usati soprattutto per gli indumenti da lavoro come protezione da fiamme e fonti di calore. Sono sostanze che per il loro effetto di mutagenesi, risultano essere altamente tossici e cancerogeni;
  • COLORANTI AZOICI, i principali coloranti delle industrie tessili, alcuni di questi possono produrre ammine aromatiche che in determinate situazioni risultano essere cancerogene a seguito di un prolungato contatto con la pelle;
  • COMPOSTI ORGANICOSTANNICI, sono una classe di molecole caratterizzate dalla presenza di un atomo di stagno. Utilizzati nelle vernici e altamente tossici, sono considerati tra gli inquinanti prioritari dalla normativa Comunitaria, è causa di gravi danni al sistema immunitario.
  • METALLI PESANTI, sono contenuti in alcuni pigmenti coloranti e possono accumularsi negli organi interni per molto tempo e sono altamente tossici. Di seguito vengono indicate le controindicazioni di alcuni di essi:
    • mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA
    • nickel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle
    • cromo VI: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare, morte
    • tallio: usato come veleno per topi, danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi.
3.jpg
I traffici di prodotti contraffatti appartenenti al settore della moda, per la loro remuneratività, hanno attirato l’attenzione della criminalità organizzata, che ha trasferito nell’industria del falso le metodologie e le risorse un tempo impiegate nel traffico di sostanze stupefacenti e nel contrabbando di sigarette.
Ne sono un esempio le operazioni di servizio della Guardia di Finanza denominate “VIA DELLA SETA” e “ALÌ BABÀ” che all’inizio del 2014 sono sfociate nell’esecuzione di oltre cinquanta misure cautelari personali nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata partenopea.
Le indagini sviluppate sul campo hanno dimostrato che i canali di smercio dei prodotti contraffatti non sono appannaggio dei soli venditori ambulati, ma in realtà, la “filiera del falso” è saldamente nelle mani della criminalità organizzata anche di matrice straniera.
Nell’operazione “COMPAGNIA DELLE INDIE”, ad esempio, la Procura della Repubblica di Napoli ha disposto l’esecuzione di trentacinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei componenti di un’associazione per delinquere i cui componenti erano in maggioranza di origini orientali.
 
   
Ottieni Microsoft SilverlightWeb part File multimediali
Ottieni Microsoft SilverlightVideo dell'operazione "Alì Babà"
 

Link di approfondimento
- Guida realizzata a cura del Ministero dello Sviluppo Economico: IO NON VOGLIO IL FALSO - ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI

- SMI - SISTEMA MODA ITALIA - FEDERAZIONE TESSILE E MODA

- ASSOCIAZIONE ASSOROLOGI

- ASSOCALZATURIFICI

- Come riconosce i prodotti contraffatti - approfondimento YAHOO! Finanza