Calzature contraffatte al porto di Taranto

Taranto 28 febbraio 2014

Fonte: GDF
Un rilevante sequestro è stato effettuato nei giorni scorsi presso lo scalo portuale jonico dalle Fiamme Gialle tarantine unitamente all’Agenzia delle Dogane. Sono state sequestrate circa 5.000 paia di scarpe recanti i segni distintivi delle note aziende “ZARA”, “MARC HERO”, “CONBIPEL” e “TAMARIS”. La merce, per un valore commerciale di oltre 200 mila euro, era contenuta all’interno di due containers provenienti dall’India e destinati ad un’azienda del Leccese. Le perizie tecniche prodotte dai titolari dei marchi hanno confermato la contraffazione in argomento, ritenendola idonea a generare confusione ed indurre in errore i consumatori.
Il rappresentante legale della società importatrice è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di “Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell'ingegno o di prodotti industriali” (art. 473 c.p.), “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” (art. 474 c.p.) e “Vendita di prodotti industriali con segni mendaci” (art. 517 c.p.).
L’attività operativa è stata condotta con l’ausilio del Sistema Informatico Anti-Contraffazione (S.I.A.C.). Si tratta di un progetto, finanziato dalla Commissione Europea con i fondi riservati al Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo 2007/2013” che, a conferma del ruolo di centralità ricoperto dal Corpo nello specifico comparto operativo, è affidato dal Ministero dell’Interno alla Guardia di Finanza.
L’iniziativa, attiva dal 1° gennaio u.s., si pone essenzialmente l’obiettivo di consentire una più completa e mirata attività di analisi di rischio nel contrasto all’”industria del falso”. Le Fiamme Gialle e l’Agenzia delle Dogane continuano incessantemente la lotta per un mercato libero dai materiali contraffatti e pericolosi, nonché per il rispetto del basilare principio di una concorrenza leale, mentre è evidente che gli articoli contraffatti, che possono contare su un prezzo minore grazie alla pessima qualità dei materiali impiegati, spesso dannosi alla salute, inquinano fortemente il mercato, già in ginocchio per i noti riflessi della crisi.