Operazione Ninna Nanna

Genova 11 giugno 2019

​Nell’ambito della capillare attività di controllo operata nell’ambito del porto del capoluogo ligure, i finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Genova 1, hanno sequestrato, presso il bacino di Sampierdarena, un’ingente quantità di farmaci per bambini e di cosmetici.
Il servizio ha tratto origine da un’intensa attività di monitoraggio dei flussi commerciali marittimi che interessano l’hub portuale di Genova, finalizzata ad individuare possibili spedizioni illecite potenzialmente pericolose per la salute umana.
All’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova, i militari delle Fiamme Gialle ed i funzionari delle Dogane hanno individuato e sottoposto a sequestro due container, scortati da documentazione doganale artefatta.
A seguito dei controlli effettuati congiuntamente da militari della GdF e funzionari doganali, su un container proveniente dagli Emirati Arabi, venivano rinvenute 6 tonnellate di confezioni di profumi con packaging di marchi di celebri case di alta moda del Made in Italy quali Armani e Roberto Cavalli e maison straniere come Hugo Boss e Calvin Klein.
I successivi approfondimenti, avvalendosi anche delle perizie effettuate dalle società titolari del diritto sui marchi delle confezioni intercettate, confermavano la contraffazione dei profumi, i quali, realizzati in assenza di qualsiasi garanzia sotto il profilo sanitario, rappresentavano di conseguenza prodotti estremamente pericolosi per la salute umana.
Sul secondo container proveniente dalla Tunisia e destinato in Sudan, i finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Genova 1 hanno individuato un carico di oltre 4 tonnellate di farmaci per bambini.
Si tratta dei diffusi prodotti farmaceutici Babytol (Vicks) e del Vaseline (Uniliver), anch’essi contraffatti, realizzati in assenza di qualsiasi prescrizione sanitaria e potenzialmente pericolosi.
Il sequestro ha permesso di impedire l’introduzione nel mercato nero di una grossa partita di farmaci potenzialmente dannosi per la salute pubblica che avrebbe sicuramente alimentato la diffusa vendita operata dalle organizzazioni criminali attraverso portali internet allocati su server esteri e che, anche in considerazione dell’alto livello di contraffazione del packaging, avrebbero potuto facilmente trarre in inganno il consumatore nazionale e comunitario mischiandosi tra i prodotti lecitamente commercializzati.
L’illecito business avrebbe fruttato al sodalizio criminale un guadagno di oltre 1.000.000,00 euro.