Sequestrati accessori e abbigliamento contraffatti

Massa Carrara 24 agosto 2016

Fonte: GdF
​Prosegue, senza sosta ed in maniera sempre più incisiva, l’attività della Guardia di Finanza di Massa Carrara, tramite un articolato piano di controllo del territorio, posta a tutela dell'economia legale e finalizzata al contrasto  della vendita di prodotti contraffatti ed all’abusivismo commerciale.
Il costante ed implacabile impegno nello specifico settore ha permesso di  ridurre sensibilmente le attività illecite svolte nella nostra provincia ed è stato particolarmente pressante nel corso della stagione estiva, allorquando la presenza dei turisti fa aumentare, in modo esponenziale, i soggetti, perlopiù cittadini extracomunitari, che tentano di porre in vendita capi ed accessori contraffatti di note case stilistiche.
Sono stati effettuati numerosi interventi, nel corso dei quali sono stati sequestrati ben 2.880 prodotti (borse, scarpe, capi d’abbigliamento, occhiali ecc.) recanti marchi di fabbrica contraffatti e sono stati deferiti alla locale Autorità Giudiziaria n 19 soggetti per violazione degli artt. 474 e 848 del Codice Penale, mentre nel settore del contrasto dell’abusivismo commerciale sono stati sequestrati oltre 500 prodotti vari e segnalati alle competenti autorità amministrative 4 responsabili.
La vendita dei prodotti contraffatti alimenta l'economia illegale ad esclusivo vantaggio della criminalità, che svolge la sua attività delittuosa sfruttando manodopera in nero e senza alcun rispetto per le normative a tutela dei lavoratori, danneggiando anche gli operatori commerciali onesti e quindi il sistema "sano" della nostra economia la merce sequestrata, previa autorizzazione della competente Autorità Giudiziaria, verrà distrutta presso gli inceneritori.
E' importante fare chiarezza sull’argomento e precisare che acquistare merce contraffatta per uso personale, pur non essendo un reato penalmente punibile, costituisce un illecito amministrativo severamente sanzionato.
Il testo di riferimento e dato dall'art,1 comma 7 del d l35/2005 {convertito con modifiche in l.80/2005 in L.49/2006 e ora modificato dalla L. 99/2009), che stabilisce: "è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l'acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale.
In ogni caso si procede alla confisca amministrativa delle cose di cui al presente comma. restano ferme le norme di cui al d.lgs.09/04/2003 n.70, salvo che il fatto costituisca reato, qualora l'acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall'acquirente finale, la sanzione amministrativa pecuniaria e stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di euro. Le sanzioni sono applicate ai sensi della l24/11/1981 n.689. fermo restando quanto previsto in ordine al poteri di accertamento degli Ufficiali e degli Agenti di Polizia Giudiziaria dall'articolo 13 della citata l.689/81 all'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di Polizia Amministrativa." Quindi l’acquisto di cose stimabili in violazione di norme in materia di origine dei prodotti o di proprietà industriale da parte del consumatore finale e attualmente punito con sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 7000 euro oltre al sequestro amministrativo della merge contraffatta ai sensi degli artt. 13-20 l.689/81, e successiva confisca.