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Tolti dal mercato oltre 2 milioni di prodotti pericolosi

Padova 7 giugno 2019

Fonte: GdF
Le intensificazioni delle attività nell’ambito del Dispositivo operativo per il contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova, hanno portato i Baschi Verdi al sequestro amministrativo di 2.232.000 articoli di bigiotteria, per un valore di mercato stimato di circa un milione di euro, perché potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori, commercializzati da imprenditori di etnia cinese.
L’importante sequestro è stato frutto dell’attento monitoraggio delle attività commerciali operanti presso il Centro Ingrosso Cina, grazie al quale le Fiamme Gialle patavine hanno individuato una ditta ove venivano commercializzati accessori privi delle indicazioni utili alla valutazione ed alla prevenzione dei rischi derivanti dall’uso normale o ragionevolmente prevedibile del prodotto, previste dall’art. 104 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).
Parallelamente alle operazioni di sequestro, le attenzioni dei militari si sono concentrate sulla provenienza della merce irregolare. In tal senso, dall’analisi dei documenti fiscali ed amministrativi nonché con l’ausilio delle banche dati a disposizione del Corpo, è stata individuata la ditta che aveva rifornito il commerciante padovano della merce: si trattava di un importatore di Milano, anch’esso di origine cinese.
Grazie alla segnalazione delle Fiamme Gialle patavine, i finanzieri meneghini hanno, a loro volta, eseguito un controllo nei confronti dell’importatore dove sono stati rinvenute ulteriori giacenze di magazzino, anch’esse sottoposte a sequestro amministrativo in quanto non conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza dei prodotti.
É opportuno rammentare che la commercializzazione di prodotti irregolari produce un notevole danno sia a coloro che commercializzano beni “regolari”, minando le basi della leale concorrenza commerciale, che ai consumatori finali. Questi ultimi, infatti, acquistano ad un prezzo leggermente più basso un prodotto che, nella maggioranza dei casi, è notevolmente inferiore agli standard qualitativi imposti per legge.
I titolari delle due ditte individuali, responsabili della violazione, sono stati segnalati alle competenti Camere di Commercio per l’irrogazione della prescritta sanzione amministrativa che va da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 30.000 euro, cui si aggiunge la perdita della merce, destinata alla confisca e, quindi, alla distruzione. 

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