Vendeva da Merano, produceva a Napoli

Bolzano 18 febbraio 2019

Fonte: GdF
​La Guardia di Finanza di Bolzano ha individuato e bloccato un’intera filiera produttiva di capi d’abbigliamento di alta qualità contraffatti, che venivano prodotti su larga scala all’interno di un grande laboratorio clandestino situato a Giuliano in Campania (NA) e che erano destinati al mercato illegale.
Parte della merce era destinata anche in Alto Adige.
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Bolzano, hanno preso l’avvio dalla scoperta, mediante apposito monitoraggio della rete da parte dei militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bolzano, di un soggetto residente a Merano che vendeva capi d’abbigliamento ed accessori contraffatti di alta qualità, pubblicizzandoli mediante un profilo Facebook. Gli approfondimenti investigativi, svolti anche attraverso intercettazioni telefoniche, sopralluoghi, osservazioni e pedinamenti (spesso in zone ad alta densità criminale), hanno consentito di risalire all’intera filiera produttiva.
In particolare, le Fiamme Gialle, seguendo il flusso d’approvvigionamento di numerosi venditori specializzati nel commercio di componenti contraffatte (abiti, bottoni, loghi griffati, cartellini falsificati di note marche, confezioni ecc.), sono riuscite a individuare il laboratorio clandestino dove veniva eseguito l’assemblaggio di tutte le parti, realizzato mediante l’impiego di sofisticate apparecchiature industriali e in cui veniva data forma a capi contraffatti di pregevole fattura.
Durante le indagini sono stati individuati e segnalati all’Autorità Giudiziaria 16 responsabili tra cui il soggetto meranese che commercializzava i prodotti via Facebook.
Nel complesso, sono stati sequestrati circa 300.000 loghi, scudetti, etichette e cartoncini identificativi dei marchi contraffatti, nonché circa 7.000 capi di abbigliamento abilmente contraffatti di noti marchi del Made in Italy (fra cui Robe di Kappa, Emporio Armani, Fila, Adidas, Nike e Gucci), nonché i materiali e le attrezzature industriali utilizzati per apporre i marchi contraffatti sui capi di vestiario.
Di particolare rilievo il fatto che, in molti casi, è stato accertato che non erano solo i capi di abbigliamento ad essere contraffatti ma anche le confezioni e gli accessori di confezionamento. Questo aspetto, unito al fatto che su determinati prodotti venivano apposti prezzi alquanto elevati (in alcuni casi anche 480 euro per una t-shirt), ha fatto ritenere verosimile che parte della produzione potesse essere destinata alla vendita in boutique a prezzi analoghi ai prodotti originali.
L’attività investigativa si è conclusa con l’irruzione nel laboratorio clandestino campano, ove venivano colte in fragranza di reato 3 persone, a carico delle quali è scattata la denuncia per i reati di contraffazione e ricettazione.
Proseguono i controlli della Guardia di Finanza a tutela del made in Italy.