Operazione a tutela della salute dei consumatori

Alessandria 22 agosto 2016

Fonte: GdF
​Prosegue l’intensa attività del Nucleo di Polizia Tributaria di Alessandria volta a contrastare il lavoro irregolare e ad impedire l’introduzione e la vendita nel territorio italiano di articoli e/o prodotti di provenienza extracomunitaria, privi dei necessari requisiti di sicurezza per i consumatori.
Nei giorni scorsi, infatti, gli uomini della Sezione Mobile del Nucleo hanno effettuato un controllo d’iniziativa in materia di lavoro nero, contraffazione dei marchi e sicurezza prodotti nei confronti di una ditta, avente sede a Valenza e gestita da una cittadina di nazionalità cinese, operante nel settore del commercio al dettaglio di generi vari.
Durante le attività ispettive all’interno del punto vendita i Finanzieri hanno rinvenuto un ingente quantitativo di merce, esibita al pubblico, non conforme a quanto previsto dalle normative (comunitaria e nazionale) in materia di sicurezza prodotti e dal c.d. “codice del consumo”.
Un capillare controllo sulla merce giacente nel negozio ha, pertanto, consentito di sottoporre a sequestro dispositivi elettrici ed elettronici, di protezione individuale e medici, nonché giocattoli destinati ai più piccoli e per questo particolarmente pericolosi.
E’ stato rilevato che tutti i beni sequestrati, importati dalla Cina, risultavano carenti delle indicazioni circa la composizione e l’innocuità.
Inoltre, ulteriori beni, rientranti nelle medesime categorie merceologiche, sono stati sottoposti a sequestro in quanto riportanti una marcatura “CE” contraffatta, atta a trarre in inganno il consumatore finale circa gli standard di qualità e sicurezza del prodotto.
Complessivamente, l’operazione ha portato al sequestro, penale o amministrativo, di quasi 24.000 prodotti, per un valore commerciale di circa 15.000 euro.
La titolare della ditta è stata deferita alla Procura della Repubblica di Alessandria per frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci, nonché segnalata alla Camera di Commercio del capoluogo per le irregolarità di carattere amministrativo, implicanti una sanzione pari a 65.000 euro.